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Requisiti e responsabilità della Tracciabilità Logistica

Articolo Opinione TrasportoXXI Speciale Raffreddamento 2019

Questo articolo d’opinione pubblicato dall’amministratore delegato di TDI, Técnicas de Ingeniería Ginés Hernández Rosique, nell’edizione speciale di Trasporto XXI ” Logistica del Raffreddamento” del 15 settembre, edizione che godrà di una distribuzione aggiuntiva presso la fiera Fruit Attraction di Ifema, Conxemar Vigo e Congresso ATFRIE.

Lo stato attuale della tecnologia permette di monitorare la tracciabilità a temperatura controllata in tutti i processi produttivi e logistici di quei prodotti sottoposti a particolari standard di sicurezza alimentare o di qualità.

Le tecnologie e le norme che lo permettono sono aggiornate. Sia quelle obbligatorie, come quelle richieste dalla propria azienda, sono a disposizione di tutti gli operatori della catena logistica e sono presenti sul mercato da un tempo sufficiente da poter essere già utilizzate da tutti i partecipanti della catena logistica.

Che tutti i partecipanti della catena logistica compiano il proprio dovere non dovrebbe essere sorprendente. Ma se un anello di questa catena non rispetta o non applica la tracciabilità , è impossibile garantire la qualità del prodotto, nonché la sicurezza del consumatore.

La tecnologia permette di monitorare la tracciabilità a temperatura controllata in tutti i processi produttivi e logistici.

Certi operatori della catena si focalizzano sul trasporto a lunga distanza, come i responsabili della tracciabilità a temperatura. Tuttavia, risulta chiaro che la responsabilità non è solo del trasportatore , bensì di tutti gli operatori, in particolar modo della parte di stoccaggio e consegna “ultimo miglio” , che dovrebbero realizzare un’analisi di tutti i loro processi: scarico, deposito e vendita al consumatore, per assicurarsi che i prodotti conservino questa tracciabilità. Prodotti che, al deteriorarsi della propria qualità, possono compromettere la sicurezza del consumatore o provocargli futuri problemi di salute .

Una parte degli operatori non vuole assumersi la responsabilità delle proprie aree di controllo.

Anche se non sono in grado di valutare il danno economico che si produce in seguito ad una scorretta tracciabilità che non si realizza in tempo reale, con la mia esperienza e conoscenza posso assicurare che gran parte di questi danni si potrebbero evitare con la minima collaborazione di tutti gli anelli/operatori della catena logistica. La tecnologia esiste, l’integrazione delle informazioni è possibile, l’unico problema sussiste nel fatto che una fetta degli operatori non vuole assumersi le responsabilità delle proprie aree di controllo e preferisce che lo faccia l’altra parte.

L’efficienza e la qualità della logistica a temperatura controllata richiedono controlli specifici adatti alla singolarità del prodotto . Nel concreto, è necessario il controllo in tempo reale della temperatura in ciascun processo che integra il servizio come il carico, tragitto, scarico, deposito e vendita. Il Comitato di Sicurezza Alimentare di AECOC, l’associazione di costruttori e distributori, definisce la tracciabilità come: “L’unione di quelle procedure prestabilite e autosufficienti che permettono di conoscere la cronologia, l’ubicazione e la destinazione di un prodotto o di vari lotti lungo la catena logistica in un dato momento, tramite determinati strumenti”.

L’EFFICIENZA e la QUALITÀ della logistica a temperatura controllata richiedono controlli specifici adatti alla singolarità del prodotto

La tracciabilità è altresì definita dall’Organizzazione Internazionale per la Normalizzazione (ISO 9001:2008), nel suo International Vocabulary of Basic and General Terms in Metrology: “La proprietà del risultato di una misurazione o di un valore standard che si possa relazionare a parametri specifici, solitamente standard nazionali o internazionali, mediante una catena continua di confronti con specifiche imprecisioni”.

Scarica l’Articolo d’Opinione PDF nello speciale di Trasporto XXI “Logistica del Raffreddamento” Settembre 2019

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